
Cos’è la desertificazione bancaria
La desertificazione bancaria è il processo con cui un territorio — comune, provincia o intera area — perde gradualmente gli sportelli e le filiali bancarie, a causa di chiusura di sportelli bancari fino a non avere più alcuna presenza fisica di istituti di credito.
Non si tratta solo di una questione logistica, ma di un fenomeno con gravi ripercussioni economiche e sociali, soprattutto per le aree interne, i piccoli comuni e le popolazioni più anziane.
Secondo l’ultimo report della Fondazione Fiba – First Cisl (2025), il 43,2% dei comuni italiani è ormai privo di una filiale bancaria.
In numeri assoluti, oltre 3.400 comuni non dispongono più di alcuno sportello, lasciando 4,7 milioni di cittadini senza accesso diretto ai servizi bancari tradizionali.
Quasi 6,5 milioni di italiani vivono invece in zone con una sola filiale, spesso a rischio chiusura.
Dati aggiornati sulla desertificazione bancaria in Italia
Il trend è in continua crescita.
Ecco alcuni dati chiave che fotografano l’attuale desertificazione bancaria italiana:
Nel 2023 erano già oltre 3.300 i comuni senza sportelli bancari, circa il 41,5% del totale.
Nei primi nove mesi del 2025 si sono registrate 268 nuove chiusure.
Le regioni più colpite sono Molise, Abruzzo, Calabria, Basilicata, Sicilia e Marche.
L’utilizzo dell’internet banking in Italia è al 55%, ben al di sotto della media UE del 67,2%.
Dal 1993 al 2022 il numero di intermediari bancari si è dimezzato (da 1.037 a 438, –58%).
Questo significa che la desertificazione bancaria non è più un fenomeno marginale ma una trasformazione strutturale del sistema bancario italiano.
Le cause principali della desertificazione bancaria
La desertificazione bancaria è il risultato dell’interazione di diversi fattori.
Le cause si possono suddividere in quattro grandi categorie: demografiche, strategiche, tecnologiche e normative.
Fattori demografici e territoriali
Spopolamento: le aree interne e montane perdono residenti, imprese e domanda di credito. Meno clienti = meno convenienza economica per le banche.
Invecchiamento della popolazione: gli anziani hanno più difficoltà ad usare i canali digitali, ma sono anche i più colpiti dalla chiusura delle filiali.
Costi infrastrutturali elevati: mantenere una filiale in zone isolate comporta spese fisse (personale, affitti, sicurezza) sproporzionate rispetto ai ricavi.
Declino economico locale: la riduzione delle attività produttive riduce anche la domanda di servizi finanziari.
🔹 In sintesi: meno abitanti e imprese significano minore redditività per le banche, che scelgono di chiudere gli sportelli nei piccoli comuni.
Scelte strategiche delle banche e modello di business
Le banche italiane hanno avviato da anni una profonda razionalizzazione della rete fisica.
Tra le motivazioni principali:
Taglio dei costi operativi e del personale.
Aumento dell’efficienza e digitalizzazione dei servizi.
Fusioni e acquisizioni tra gruppi bancari (“effetto risiko”).
Concentrazione delle filiali nelle aree più redditizie (grandi città e distretti industriali).
Nel 2024 sono stati chiusi oltre 500 sportelli: la strategia è chiara, meno sportelli fisici, più servizi online.
Le banche territoriali e cooperative, un tempo presidio fondamentale nei piccoli centri, stanno scomparendo o vengono assorbite da grandi gruppi che non mantengono la stessa prossimità con il territorio.
Digitalizzazione e tecnologia
La digital transformation del settore bancario ha modificato radicalmente il modo in cui i clienti accedono ai servizi finanziari:
Cresce l’uso dell’home banking e delle app mobili.
Le operazioni di base (bonifici, pagamenti, ricariche) si svolgono ormai online.
Le banche puntano su modelli “branchless”, riducendo drasticamente le filiali fisiche.
Tuttavia, la digitalizzazione non è la causa unica della desertificazione bancaria, ma un acceleratore: dove le persone non hanno competenze digitali, la chiusura della filiale produce esclusione finanziaria.
In Italia oltre il 45% della popolazione non utilizza regolarmente l’online banking: un gap che amplifica il divario territoriale tra Nord e Sud, città e aree interne.
Fattori normativi, economici e di contesto
Aumento dei requisiti regolamentari: più capitale e controlli significano maggiori costi fissi anche per filiali periferiche.
Competizione con le fintech: nuovi operatori digitali (Revolut, N26, Fineco) offrono servizi senza filiali fisiche.
Effetto pandemia: il Covid-19 ha accelerato l’adozione dei servizi digitali e spinto ulteriori chiusure.
Disparità territoriali preesistenti: Sud e aree rurali, già economicamente fragili, sono state le prime vittime della razionalizzazione bancaria.
Le conseguenze della desertificazione bancaria
Impatti sulle persone e le famiglie
Difficoltà di accesso ai servizi: aprire un conto, richiedere un mutuo o ritirare contanti diventa complicato per chi vive in comuni senza banca.
Esclusione digitale: gli anziani e le persone con scarse competenze digitali restano tagliati fuori dai nuovi strumenti.
Perdita del rapporto umano con la banca: la consulenza personalizzata viene sostituita da chatbot o call center.
Maggior distanza fisica e sociale: in molti comuni si deve percorrere oltre 20 km per trovare una filiale o un bancomat.
La desertificazione bancaria non è solo una questione di numeri: mina la fiducia e la coesione sociale dei territori.
Conseguenze per le imprese locali
Le micro e piccole imprese sono tra le principali vittime:
Accesso al credito più difficile.
Tempi più lunghi per pratiche e finanziamenti.
Maggiori costi di gestione e spostamento.
Diminuzione del contatto diretto con il gestore o il consulente aziendale.
La perdita della filiale fisica indebolisce l’intero ecosistema produttivo locale, soprattutto in settori che vivono di relazioni personali e fiducia (artigianato, agricoltura, commercio di prossimità).
Impatti territoriali e sociali
Spopolamento e declino: la chiusura di sportelli bancari è spesso seguita dalla chiusura di altri servizi (poste, negozi, scuole).
Crescita delle disuguaglianze regionali: i territori bancariamente “ricchi” attraggono più investimenti, mentre quelli desertificati restano indietro.
Perdita di presidio di legalità: la presenza di una banca contribuisce alla trasparenza economica e alla sicurezza finanziaria del territorio.
La desertificazione bancaria è quindi anche una questione di coesione territoriale e di equità sociale.
Le regioni più colpite in Italia
Analizzando i dati 2025, emerge una mappa chiara del fenomeno:

| Regione | % Comuni senza banca | Tendenza |
|---|---|---|
| Molise | 64% | In aumento |
| Abruzzo | 61% | In aumento |
| Basilicata | 58% | In aumento |
| Calabria | 55% | In aumento |
| Sicilia | 52% | In aumento |
| Marche | 47% | In aumento |
Le regioni del Centro-Sud e le aree montane sono le più penalizzate. Tuttavia, anche grandi città come Milano e Roma hanno perso oltre il 12% delle filiali in due anni, segno che il fenomeno è nazionale.
Fonte[UILCA]
Desertificazione bancaria e concentrazione del sistema
Tra il 1993 e il 2022, il numero di intermediari bancari italiani è passato da 1.037 a 438 (–58%).
Questo riflette un processo di concentrazione bancaria in cui pochi grandi gruppi (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM, BPER) controllano la maggior parte del mercato.
Meno banche = meno concorrenza territoriale = meno presenza fisica nei piccoli centri.
Il cosiddetto “effetto risiko bancario” ha quindi accentuato la desertificazione: dopo ogni fusione, la nuova banca elimina le filiali considerate “doppioni”.
Le soluzioni per contrastare la desertificazione bancaria
Contrastare la desertificazione bancaria è possibile, ma serve una strategia integrata tra istituzioni, banche e comunità locali.
Interventi pubblici e regolamentari
Creazione di Osservatori regionali per monitorare la copertura bancaria e le aree a rischio.
Incentivi fiscali e contributi per le banche che mantengono filiali in zone disagiate.
Leggi sull’inclusione finanziaria, che garantiscano un livello minimo di accesso ai servizi bancari in ogni comune.
Investimenti nella banda larga e nella formazione digitale dei cittadini.
Innovazione nel modello bancario
Filiali leggere o condivise (“branch light”): sportelli multifunzione con orari ridotti e personale minimo.
Presidi mobili: sportelli itineranti o agenzie su ruote per coprire aree rurali.
Collaborazioni con enti locali per ospitare sportelli in strutture comunali o spazi condivisi.
Assistenza digitale territoriale: punti informativi o operatori locali per aiutare cittadini e imprese a usare l’home banking.
Ruolo delle banche di comunità e del credito cooperativo
Le BCC (Banche di Credito Cooperativo) e le banche locali possono tornare protagoniste nel contrastare la desertificazione bancaria, grazie al loro forte legame con il territorio e la vocazione mutualistica.
Promuovere queste realtà significa preservare il rapporto umano e la fiducia che i grandi gruppi spesso non garantiscono più.
Educazione e inclusione digitale
Un punto chiave per evitare l’esclusione è investire in alfabetizzazione digitale.
Serve insegnare a cittadini e anziani come gestire pagamenti, bonifici, o richieste di credito online in sicurezza.
L’inclusione digitale non è solo tecnologia: è diritto all’accesso economico e sociale.
Scenari futuri: la banca del domani sarà ibrida
Nel futuro prossimo la banca sarà sempre più ibrida, unendo:
Digitale, per efficienza e accessibilità.
Fisico, per fiducia e presidio territoriale.
Le banche che sapranno bilanciare questi due aspetti potranno ridurre i costi senza abbandonare i territori.
In parallelo, le istituzioni dovranno garantire che nessun cittadino resti escluso per ragioni geografiche o digitali.
Conclusione
La desertificazione bancaria non è solo un effetto collaterale della digitalizzazione, ma una trasformazione strutturale del sistema economico italiano.
Se non affrontata in modo coordinato, rischia di ampliare il divario tra territori e generazioni.
Per l’Italia — con il suo tessuto di piccoli comuni, aree interne e popolazione anziana — la sfida è garantire un accesso equo al credito e ai servizi bancari, senza rinunciare all’innovazione tecnologica.
Contrastare la desertificazione bancaria significa difendere la coesione economica e sociale del Paese.
Perché dove chiude una banca, spesso inizia a chiudere un territorio.





